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Il
palazzo papale a Rieti -il
palatium domini pape, così come lo definivano
le fonti coeve - fu costruito a coronamento di una complessa strategia
ideata e portata avanti dalla curia romana nelle zone più prossime alla
sede pontificia che prevedeva al suo interno di rendere espliciti ruoli e
funzioni anche sul piano formale attraverso la costruzione di organismi di
particolare rilievo architettonico. I lavori, su progetto del magister
Andrea iniziarono nel 1283, come ricorda una epigrafe ancor oggi visibile,
e furono completati per gran parte nel 1288, come ricorda un'altra
epigrafe, alla quale si accedeva per mezzo di una scalinata,
successivamente demolita. Dell'edificio originario le parti conservate
sono il grandioso salone, le volte sottostanti e la loggia. Sotto il
pontificato Bonifacio VIII, fu realizzato un arco loggiato , che,
superando l'attuale Via Cintia, aggiungeva ulteriori ambienti all'edifico
principale. Il primo papa che vi fu ospitato fu Niccolò IV. lo stesso
palazzo papale dovette costituire l'elemento principale dello scenario
sfarzoso all'interno del quale il 29 Maggio 1289, giorno della Pentecoste,
il papa incoronò solennemente nella cattedrale re di Sicilia e di
Gerusalemme Carlo II d'Angiò.
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