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Nel 1478 la Duchessa Giustiniana
Orsini, moglie di Raimondo Orsini, duca di Gravina e vicerè di Napoli,
dalla sua
residenza si trasferì a Scandriglia dove il figlio
primogenito si
ammalò gravemente. Invocata l'intercessione della Madonna della
Grazie, immagine conservata presso la cappella signorile del palazzo
Baronale di Nerola, con la promessa di erigere un santuario dedicatole
il fanciullo guarì. La duchessa, però, dimenticò il voto fatto e il
figlio cadde ammalato un'altra volta. Nuovamente guarito i genitori,
chiesta l'autorizzazione al papa Sisto IV, affidarono la fondazione
del santuario al portoghese Joao da Silva e Menezes, che prese il nome
di Amedeo, quando vestì l'abito francescano. L'edificio religioso fu
completato nel 1480 e vi fu trasferita l'immagine miracolosa della
Madonna delle Grazie. Nel 1566 Pio V soppresse la congregazione degli
amadeiti ed il convento, su istanza del cardinale Flavio Orsini, fu
affidato ai frati minori riformati dell'Osservanza. Si accede al
complesso religioso per mezzo di un maestoso viale di cipressi
piantati nella prima metà del secolo scorso,
fino a giungere ad un porticato nel quale si aprono due porte che consento
l'ingresso alla chiesa e al convento. La chiesa, ad unica navata, è chiusa
da u abside poligonale, mentre il tetto è a capriate. Le cappelle,
tre, si aprono tutte lungo il lato sinistro dell'aula.
Una
pregevole tavola a tempera della seconda metà del Quattrocento di scuola
umbro-laziale, raffigurante una "Madonna in trono con bambino tra i ss.
Francesco e Antonio", è conservata nella prima cappella. Sull'altare
maggiore è invece visibile la veneratissima immagine "Madonna delle
Grazie". Il complesso è completato da un vasto
chiostro e da un refettorio nel quale è conservato un affresco di notevole
fattura rappresentante una "Crocefissione".
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