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La prima baronia dei Collalto risale al 1300, quando apparteneva alla
Curia Pontificia,
poi fu dei Mareri che tennero fino al XV secolo,
quando Federico I d'Aragona la trasferì d'autorità alla famiglia Savelli
(1499). Sommerso dai debiti, Cristoforo Savelli, nel 1564, fu costretto
a vendere la baronia al suocero Roberto Strozzi che, nel 1568, la
rIvendette a Alfonso Soderini. Si deve a quest'ultimo la imponente
ristrutturazione del castello, che lo avrebbe reso impenetrabile anche
dagli attacchi con il nuovo sistema d'arma che era l'artiglieria. Nel
1641 anche i Soderini si trovarono a corto di fondi e furono così
costretti a mettere il castello all'asta. Per la somma di 102,000
scudi la proprietà fu rilevata dal Cardinale Francesco Barberini, nipote
del papa Urbano VIII. Il cardinale vi profuse enormi investimenti, per
un restauro generale seguito da pregiate decorazioni, arredi di lusso ed
opere d'arte. Sfortunatamente il castello venne requisito e saccheggiato
dalle truppe napoleoniche negli anni 1798-99. Tornato in possesso dei
Barberini, questi decisero di venderlo al conte polacco Corvin
Prendowniski, sposato alla marchesa Cavalletti. Alla morte del conte la
proprietà passo al cognato Giovanni, il quale non avendo eredi, la
lasciò all'ufficiale dei carabinieri Signor Giorgi, con un contratto di
vitalizio. Il carabiniere trovatosi miracolosamente castellano sposò
l'ereditiera americana della famiglia Manfort. Il castello è così
divenuto Giorgi-Manfort fino alla data odierna. L'ultimo castellano,
Piero Monfort è nel 1988, quando il castello è stato rilevato dalla SpA
Quattrostelle di Roma che lo a convertito in un esclusivo museo.
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