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Il castello di Roccasinibalda è uno dei più suntuosi
castelli sabini. Esso non ha mai svolto funzioni di frontiera, ma la sua
posizione strategica sulla Valle del Turano, alle porte di Rieti, gli ha
sempre conferito un'importanza speciale. Il nome del paese Roccasinibalda
deriva da certo Sinibaldo, nobile di Spoleto che, verso
l'anno 1000, costruì su uno sperone di roccia la prima residenza
fortificata. Sinibaldo si adoperò attivamente per la ristrutturazione
dell'Abbazia di Farfa dopo l'ultimo saccheggio (anno 897) da parte dei
Saraceni, e vi insediò un nuovo Abate. Nel castello ebbe i natali
Santa Filippa Mareri, una dei primi seguaci di san Francesco in terra
sabina. La Fortezza di Roccasinibalda, pur non avendo mai
svolto il
ruolo di baluardo di frontiera, grazie alla sua posizione dominante sul
transito della Via Turanense, ha giocato sempre un ruolo di grande
importanza strategica in tutta la storia, che fa parte integrante della
Sabina in generale e di Rieti in particolare, è per questo che più volte
è stato il Papa in persona a decretare il titolo di proprietà del feudo
a favore di quella famiglia che, nel periodo del proprio pontificato,
potesse offrire le maggiori garanzie di fedeltà alla Corte Pontificia.
Il nome Sinibaldo per il titolare del feudo continuò ad essere usato per
molte generazioni fino alle soglie del 1200 quando compare per la prima
volta il nome dei Mareri, antica famiglia sabina, discendente dai Duchi
dei Marsi. La famiglia Mareri ha dominato dal 1200 fino al 1500, poi
Roccasinibalda passò al Cardinale Diacono Alessandro Cesarini, che per
diritto ereditario, era già feudatario del feudo limitrofo di Belmonte.
E' grazie al Cardinale Cesarini se la magnificenza del castello si è
conservata fino ai tempi nostri. Egli volle trasformare l'originario "castelluccio"
medievale in un castello residenziale fortificato. Per la
ristrutturazione incaricò l'architetto Baldassare Peruzzi, ma quando
questi fu chiamato a dirigere la Fabbrica di S. Pietro, i lavori
proseguirono con il Sangallo fino al compimento nel 1537. Alla morte del
Cardinale, il feudo passo a suo cugino Giuliano Cesarini. Dopo un
periodo di grande splendore, la signoria di Roccasinbalda conobbe un
periodo di oscura tristezza, quando gli eredi Cesarini incapparono in
politiche ritenute avverse alla Santa Sede ed ebbero la confisca di
tutti i beni. Nel 1560 il feudo fu venduto ai Mattei che lo tennero per
più di un secolo con il rango di marchesato per poi venderlo al duca
Lante della Rovere. Diversi passaggi di proprietà si sono succeduti fino
a data recente. Attualmente appartiene al Barone Giuseppe De Stefani,
dal 1928 il castello è stato classificato monumento nazionale. Il
castello è tutt'oggi aperto per visite turistiche e cerimonie di vario
genere, per informazioni Tel. 0765 708096
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