Monte Terminillo L’itinerario proposto,conduce alla vetta del Monte Terminillo, percorrendo uno stupendo tracciato che permette di osservare e conoscere sotto l’aspetto naturalistico ed escursionistico, i  versanti rocciosi che  questa  spettacolare “montagna dolomitica”  può offrire agli escursionisti.

La vetta del Monte Terminillo,con i suoi  2216 metri  s.l.m.,  costituisce la cima più alta del Lazio, presente già nella storiografia romana come “Mons Tetricus”, per la sua particolare forma visibile dalle strade consolari Salaria e Flaminia. Sovrastante la capitale dei Sabini  “Reate”  (oggi Rieti),il cui nome deriva da Rea madre di tutti gli dei, è rimasto per secoli e secoli (anche con il nome di m.Terminium) un valico,un confine e comunque una presenza ben visibile alle popolazioni stabili od in transito in questo territorio. Lo sviluppo “turistico” della “montagna di Roma” (come è stato per anni chiamato questo gruppo montuoso) comincia negli anni ’30 con la realizzazione delle prime strade,continuando poi con le prime case per villeggianti,poi i primi impianti sciistici,i primi residence, è la realizzazione recentissima di un impianto sportivo (molto soft dal punto di vista ambientale) nella parte bassa della piana  di Campoforogna, che d’inverno diventa  sede delle numerose piste di sci di fondo tracciate tra il Colle delle Scangive ed il Colle del Termine. Il  Monte Terminillo ed il suo “comprensorio” rimane pertanto una meta per un turismo attivo e sportivo, fruibile durante tutte le stagioni.

Il versante Nord del Terminillo all’inizio dell’estate
 (la valle dei nevai..!)

Caratteristiche : Dislivello complessivo, salendo, ca. 450 metri (si affrontano nella parte iniziale e centrale del percorso salite e discese). In discesa il dislivello è di poco più di 300 metri. Periodo consigliato fine Maggio (attenti ai nevai) – Ottobre (mai dopo nevicate precoci abbondanti)
Note:
 sia in salita che in discesa fermatevi ad osservare i panorami, le pareti rocciose,le fioriture anche in tarda estate,le particolarità carsiche del tratto finale;…… anche se raggiungerete la vetta in 3 ore (invece  che 1,5 – 2), vi sarete gustati veramente la montagna….!  

Descrizione dell’ itinerario
Lasciata l’auto alla Sella di Leonessa sopra al rifugio Sebastiani (cartello indicatore della Provincia di Rieti), parte un sentiero segnato  da indicazioni bianche  e rosse (n. 403  “Sassetelli”)  ben visibili all’inizio sotto un piccolo traliccio della corrente elettrica. Continuare su questo sentiero con percorso a saliscendi, costeggiando le bellissime pareti rocciose del versante est,fino ad arrivare ad una evidente selletta con un cartello indicatore di sentieri (ca.20 min,punto A nella cartina). Da qui scendere ripidamente per il sentiero,ora ghiaioso e poco agevole,che conduce ai piedi dello sperone roccioso nord-est della montagna. Lo spettacolo che questo versante offre agli escursionisti è incredibile e dolomitico. Il sentiero dapprima risale quasi sotto ad un evidente torrione roccioso sulla sinistra ed altre piccole pareti di roccia rotta, poi  attraversa in piano una grossa pietraia (seguire sempre i segnali bianchi e rossi),traversando a mezza costa il vallone morenico de Le  Scangive . Giunti quasi al di sotto di una incombente piramide rocciosa (ca.30 min,puntoB nella cartina),il sentiero segnato che conduce alla cresta dei Sassetelli  passa sotto questo sperone facendo un ampia curva verso destra,si prende invece decisamente verso la ns.sinistra dapprima per via intuitiva,poi per tracce di sentiero,sopra ad un crestone di sassi ed erba con alla nostra destra una valletta ingombra di sassi e massi  provenienti dalle sovrastanti pareti rocciose.Da qui (comincia il tratto più selvaggio ed interessante), la vetta del Terminillo è ben visibile in direzione ca. SE. Dopo aver percorso il crestone (la valletta sulla ns. destra è sede talvolta fino a Luglio di un nevaio),si supera verso destra un salto roccioso per una pietraia,fino ad affacciarsi in una zona quasi in piano. Questo è un campo carsico disseminato da numerosissime e piccole doline,ove vale la pena soffermarsi e girovagare tre fioriture stagionali,rocce erose e.. buche di neve. Ora  la vetta è visibilissima alla fine della cresta dei Sassetelli, che ci sovrasta sulla destra (Ovest). Uscire dal campo carsico tenendosi a sinistra e per ripidi ma facili pendii erbosi arrivare in cima (1 ora dal  punto B)). In vetta il panorama a 360° su buona parte dell’Appennino centrale, fino a Roma e fino al mare …è veramente incredibile! Per la discesa dalla cima, utilizzare il sentiero segnalato (sempre bianco e rosso) n. 401,lungo la cresta sud-est (porre attenzione a qualche tratto un po’ ripido e scosceso). Dopo aver oltrepassato una selletta  alla fine del tratto ripido, si ridiscende ancora un po’ sul sentiero marcato,fino ad incontrare sulla ns.sinistra una traccia di sentiero (non segnato, punto C nella cartina) che si segue ben visibile fino a raggiungere il piccolo traliccio dell’andata (1ora dalla cima). Volendo proseguire per il sentiero n. 401 si arriva poco sopra al rifugio Sebastiani, per poi risalire alla Sella di Leonessa.