Monte Acuziano
Monte Acuziano con i suoi 489 m. s.l.m. è uno dei colli più alti del Comune di Fara in Sabina, sulla sua sommità sono situati i ruderi di una maestosa abbazia iniziata nel 'XI secolo e mai terminata. I primi insediamenti risalgono alla fine dell'età del Bronzo e reperti di epoca romana testimoniano la presenza di una sontuosa villa e di un tempio dedicato alla dea Vacuna. I ruderi che oggi si trovano sulle pendici del colle sono i resti delle costruzioni iniziate nel VI da S. Lorenzo Siro, fondatore dell'Abbazia di Farfa e detto Liberatore perché, secondo la leggenda liberò il paese da un terribile drago. Il toponimo S. Martino, con il quale viene chiamata tutta la zona, prende il nome dall'antica cripta - oratorio dedicato a S.Martino Vescovo di Tours. L'oratorio edificato in una grotta e sulle strutture di una villa romana fu, nel tempo, ampliato con molte piccole celle ad uso degli eremiti. Papa Sisto IV nel XV secolo lo fece ristrutturare e con l'occasione distrusse antichi affreschi del VI secolo per far posto a nuovi dipinti, oggi irrimediabilmente distrutti, nel 1479 emanò una bolla con la quale concedeva l'indulgenza ai pellegrini che lasciavano un'offerta per il sostentamento dei monaci. Del grande monastero che l'Abbate Bernardo II voleva edificare, in piena lotta per le investiture nel punto più alto del colle, non fu portata a termine neanche la costruzione della chiesa. Il nuovo complesso di costruzione religiosa - militare doveva sostituire l'antica Abbazia di Farfa, che ha causa delle lunghe lotte e guerre era ormai ridotta ad un cumulo di rovine. Quando della nuova costruzione erano state iniziate le fondamenta della chiesa, l'improvvisa morte dell'Abbate e la successiva "rapina" da parte dei suoi parenti delle somme destinate alla costruzione ne impedirono il proseguimento. Per un lungo periodo il progetto fu abbandonato , ma quando il protrarsi degli assedi distrussero ulteriormente l'Abbazia, l'Abbate Adinolfo I nel 1942 pensò di riprendere il progetto di Bernardo II. Purtroppo anche questa volta la morte dell'Abbate fu causa dell'interruzione della costruzione e il progetto di edificare un monastero nella cima del colle fu definitivamente abbandonato.


La passeggiata per giungere sul colle è piacevole e non dura più di trenta minuti, il sentiero inizia da località Quattro Venti, costeggia la parte destra del colle e prima di entrare nel boschetto è possibile ammirare in basso sulla destra il suggestivo complesso monastico dell'Abbazia dio Farfa. All'uscita del bosco, sulla sinistra una bella visione di Fara in Sabina, si prosegue il sentiero e subito dopo si giunge sulla cima del colle per passeggiare tra i ruderi dell'abbazia e per godere uno dei più spettacolari panorami del Lazio. Oltre ad una moltitudine di paesini, si possono ammirare da una parte i monti dell'Appennino: Terminillo, Pellecchia e Gennaro, dall'altra la valle del Tevere . Per la discesa si consiglia di percorrere la stessa strada della salita oppure si può deviare verso l'eremo di S. Martino situato poco distante sul lato occidentale ( riferimento l'antica torre e il bacino idrico), nell'eremo come già detto esistono solo ruderi e si consiglia di non entrare, in quanto il complesso è soggetto a crolli. Da qui si può giungere di nuovo ai Quattro Venti costeggiando la montagna per un incerto sentiero.

PASSO CORESE
GROTTE DI TORRI
CURES
SANTUARIO MADONNA DELL'ARCI
TALOCCI
COLTODINO
MONTE ACUZIANO
FARA IN SABINA
FARFA
TORRE DI BACCELLI
CANNETO SABINO
CORESE TERRA