Farfa
Il paesino è cinto da antiche mura che proteggono al loro interno, così come avveniva nel passato, basse case dai muri corrosi dal trascorrere del tempo. la piccola rete viaria rispecchia quelle delle antiche città romane e nel corso principale si affacciano fiorenti attività artigianali, prime tra tutte la tradizionale lavorazione dei tessuti.
Farfa fu fondata da Lorenzo Siro giunto in Italia, nel V secolo dalla Siria durante le persecuzioni degli eretici Ariani in Oriente. raggiunta la valle del Farfa costruì la prima chiesa sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Vacuna. Dopo la morte del suo fondatore la chiesa fu incendiata dai Longobardi, ancora non convertiti al cristianesimo, ed i monaci sopravvissuti emigrarono nei monasteri sorti nelle vicinanze. Nel VII terminate le invasioni barbariche, il monastero fu ricostruito grazie all'opera di alcuni monaci guidati da Tommaso da Morienna. Nei primi anni del VIII secolo, dopo la conversione dei Longobardi al cristianesimo, Farfa godette della protezione del Duca di Spoleto ed acquisì dal duca Faroaldo innumerevoli possedimenti, tanto da far diventare Farfa un piccolo Stato autonomo. Alcuni elementi fondamentali, quali la posizione strategica, gli enormi possedimenti e l'abilità politica di alcuni suoi abati viene posta in evidenza dal Governatore di Farfa, l'Abate Sobrio Probatoche, nel 774, modificò la linea politica e si schierò a favore del Papa e dei Franchi contro i Longobardi. L'alleanza con i Franchi di Carlo Magno contribuì all'acquisizione di enormi ricchezze e alla concessione della autonomia da qualsiasi potere civile e religioso. Tale circostanza ha permesso all'Imperatore Carlo Magno di visitare soggiornare e presso i monaci in più occasioni soprattutto prima di essere incoronato da Papa Leone III Imperatore del sacro Romano Impero Farfa raggiunse il suo massimo splendore, fino a quando fu assediata dai Saraceni nel 890. Le truppe poste a difesa dell'Abate Pietro I, resistettero per sette anni fino a quando non decisero di abbandonare l'Abbazia che divenne facile preda per i Saraceni. I Saraceni meravigliati dalla bellezza e dalle strutture del luogo, rispettarono il luogo e quando quest'ultimi l'abbandonarono, gli abitanti nei dintorni incominciarono a fare razzia di quello che vi era all'interno, e accidentalmente provocarono un incendio che la distrusse. Nei primi del 900 sotto la guida dell'Abbate Rotfredo i monaci tornarono a Farfa , nel 967 con il ristabilirsi del potere imperiale sotto la dinastia degli Ottoni e grazie all'opera degli Abati Ugo I e Berardo I l'Abbazia tornò ad essere di nuovo un centro di potere. Sotto la guida di Bernardo I l'Abbazia divenne di nuovo imperiale e nel 999 adottò la regola del monastero francese di Cluny. Durante l'impero di Enrico IV ed Enrico V, l'Abbazia, essendo schierata dalla loro parte fu coinvolta nella lotta per le investiture tra il papato e l'impero. La lotta, tra il Papa r Enrico V (che non avendo eredi aveva poca propensione a proseguire la lotta) si concluse con il Concordato di Worms nel 1122, che decise la sovranità assoluta del papato sulle terre della Chiesa, così iniziò anche la decadenza dell'abbazia che perse il titolo imperiale così come la sua autonomia e fu assoggettata alla volontà pontificia. Con la decadenza economica e la crisi monastica del XIV secolo si aggravò ulteriormente la situazione così nel XV secolo l'Abbazia fu affidata ad un cardinale commendatario, che veniva scelto di volta in volta tra i rampolli delle famiglie patrizie di Roma.

L'Abbazia di Farfa

Superato il portale tardo romanico si Anselmo da Perugia, sormontato da un affresco che raffigura la Madonna col Bambino, con S.Siro e S.Tommaso da Morienna, si accede al complesso abbaziale. La facciata della chiesa è del 1492 e nella parte superiore sono inseriti alcuni resti di antichi sarcofaghi romani, il portale tardo gotico posto al centro della facciata e due porte laterali consentono l'entrata alla Chiesa. La lunetta del portale contiene un affresco della scuola umbra del 1400, che rappresenta la Vergine col Bambino e due santi. L'interno della Chiesa a tre navate del 1400 vi sono  affreschi raffiguranti gli Apostoli, i Dottori della chiesa ed i principali Pontefici dell'ordine benedettino e altri affreschi del 1600. Il Coro ligneo di noce è di fattura semplice, nel centro è posto un imponente leggio del 1614, opera del maestro Michelangelo da Toffia. I dipinti delle tre cappelle della navata di sinistra, sono opera di Orazio Gentileschi. Particolarmente interessanti sono il romanico chiostrino "Longobardo" ed il semplice chiostro del 1600. Nell'Abbazia si trova un pregevole sarcofago romano del III secolo III d.C., e un importante biblioteca che conserva 35.000 volumi, oltre a codici ed incunabili.
(Nelle foto: l'Abbazia di Farfa e l'entrata al complesso abbaziale)

PASSO CORESE
GROTTE DI TORRI
CURES
SANTUARIO MADONNA DELL'ARCI
TALOCCI
COLTODINO
MONTE ACUZIANO
FARA IN SABINA
FARFA
TORRE DI BACCELLI
CANNETO SABINO
CORESE TERRA