L’ITINERARIO ORAZIANO ripercorre tutti i toponimi che fecero da scenario all’opera del Poeta Quinto Orazio Flacco nel suo soggiorno in Sabina.
Questo piacevole itinerario sarà percorribile autonomamente sia a piedi che in macchina, oppure contattando l’Ufficio Turismo e Cultura (0347-4967928) che periodicamente fornirà una guida opportuna.Il tempo complessivo massimo della durata del percorso è di circa un giorno

BREVE BIOGRAFIA DI ORAZIO

Quinto Orazio Flacco fu il massimo poeta lirico della latinità. Nato a Venosa nel 65 a.C. sotto il consolato di L. Cotta. Figlio di un liberto, frequentò a Roma, con grande sacrificio del padre, le migliori scuole del tempo. Completò la sua istruzione ad Atene e partecipò nello scontro a Filippi nel 42 a.C. tra gli sconfitti. Le precarie condizioni economiche, aggravate dalla confisca dei beni paterni, lo costrinsero ad accettare un modesto impiego. In quel tempo incominciò a scrivere le prime Satire ed i primi Epodi, che lo fecero conoscere negli ambienti letterari e gli procurarono l’amicizia di Virgilio e di Mecenate, che sarebbe poi divenuto il suo più grande amico, donandogli nel 33 a.C una villa in Sabina ove il poeta si ritirò. Negli anni seguenti attese alla composizione delle Odi e delle Epistole. Morì nell’8 a.C., pochi giorni dopo il decesso di Mecenate. Orazio fu poeta assai elegante e cultore impareggiabile dell’espressione finissima. Egli inoltre introdusse molti metri lirici e neologismi nella poesia latina, che in tal modo arricchì, portandola ad elevatissimi livelli, diventando così uno dei massimi modelli per la cultura occidentale di tutti i tempi.

GUIDA ALL’ITINERARIO ORAZIANO

L’itinerario si snoda attraverso i toponimi rintracciabili nell’opera oraziana:

1) Si parte dalla famosa villa donata da Mecenate al poeta nel 33 a.C..
Le vestigia attualmente visibili consistono nei monumentali criptoportici, le pavimentazioni ad opus spicatum, il ninfeo, simboli fallici, murature ad opus latericium ed opus incertum e gli intonaci Da qui si osserverà un meraviglioso panorama sulla valle Sabina (carm. 3,1). Gli interessantissimi mosaici (molti dei quali attualmente in restauro presso la Sovrintendenza Archeologica del Lazio) sono analoghi a quelli della vicina villa del console L. M. Cotta (presso Cottanello) e contestualizzano storicamente l’edificio proprio negli anni del soggiorno in Sabina di Q. Orazio Flacco.  Inoltre, il rinvenimento delle strutture produttive perfettamente conservate, testimoniano l’appartenenza della struttura al Fundus donato da Mecenate

2) Dalla villa ci si sposta alla celebre Fonte Bandusia cantata in carm. 3,13: 

            “O fonte di Bandusia, limpida come il cristallo,
            domani t’offrirò libagioni di vino,
            corone di fiori ed il sangue di un capretto
            con la fronte gonfia dalle corna nascenti
            per destinarlo alle battaglie d’amore.
            Invano, giacché tingerà di rosso sangue
            le tue gelide correnti.
            Te non raggiunge la torrida canicola,
            tu con le fresche acque
            offri ristoro ai buoi stanchi d’arare
            ed al gregge errante
            Anche tu diverrai una delle fonti famose,
            poiché io canto il leccio
            che ombreggia il tuo antro
            e la  roccia ove sgorgano le tue acque mormoranti”

3) Dalla Fonte Bandusia si potrà proseguire verso il paese di Vacone ove era situato il tempio di Vacuna (Fanum Vacunae). Il collegamento del toponimo Vacone con Vacunae e supportato epigraficamente dalla menzione di Vacona a Montenero Sabino. All’interno dei vicoli del paese sono incastonati numerosi frammenti archeologici provenienti dalla villa del Poeta, come ad esempio le colonne di pietra innanzi alla chiesa di S. Giovanni. Dalla piazza del paese si osserverà un incantevole panorama su tutta la Sabina (carm. 3,4) e svetterà sulla destra il monte Soratte, cantato nella celebre ode a Taliarco (carm. 1,9) 

             “Guarda come s’erge il Soratte
            candido per l’alta neve,
            stanche selve non ne sostengono più il peso
            e per il gelo pungente
            le correnti dei fiumi sono immobili.      
            Sciogli il freddo o Taliarco,
            ponendo tanta legna sul focolare,
            versa il vino di quattr’anni dall’anfora Sabina.

4)  Dietro il paese “post Fanum putre Vacunae” (Epist.1,10,49), si dovrà posizionare lo sguardo in direzione della vetta del monte (Virgilio, Eneide, libro VII, 1003-1016), sarà possibile distinguere chiaramente quelle che Orazio stesso (carm. 1,17)  chiama “le valli e le lisce rocce dell’Arso colle declive” (11-12).

5) L’itinerario si concluderà raggiungendo il Pago (carm. 3,18), il misterioso bosco sacro cantato anche da Plinio. Questo luogo rappresenta qualcosa di profondo nell’animo di tutti gli abitanti di Vacone, tanto da essere ancora oggi meta e scenario nei momenti di festa dell’intera comunità.

 

Bibliografia:
Amaduzzi, G., C., (1773). “Anecdota litteraria ex manuscriptis codicibus eruta”, tomo IV, pag.  538, Roma.
Biondo, F., (1558). “L’Italia illustrata”, Libro I: De Umbria, Roma.
Lorenzetti, R., (1995). “Il territorio di carta. La Sabina”, Editalia, Roma.
Mommsen, T., (1863). “Corpus inscriptionum latinarum”, Vol. IX Sabina, epigrafe n°4826, pag. 459, Berlino
Moroni, G., R., (1840-1879). “Dizionario di erudizione storico ecclesiastica”, vol. 60-pag. 64; vol. 76-pag. 42, Venezia
Piazza, C., B., (1703). “Gerarchia Cardinalizia”, pp. 201-202, Roma
Reggiani, A., M., (2000). Annotazioni sulla Questione Sabina, in “La Villa Romana di Cottanello” a cura di M. Sternini, pag.14, Edizioni Edipuglia, Bari.
Rossi, G. (2000). “Il Ratto delle Sabine”, Adelphi Edizioni, Milano.
Silberstein Trevisani, S., (1979). Cippo votivo alla Dea Vacona, in “Zeitschrift Papyrologie”, vol. 34, pp.273-276.  

Informazioni sul :
 

Si ringrazia il Comune di Vacone per la concessione dei testi e delle immagini


Orazio nella Curia
Opera del Maestro Radiciotti

 


Frammenti di colonne della Villa di Orazio Vacone

 


Resti del torchio oleario della Villa di Orazio a Vacone

 


Epigrafe della Villa di Orazio a Vacone

 



Fonte Bandusia a Vacone

 



Il Monte Soratte a Vacone

 


Il Pago a Vacone

 


Colonna Romana in P.zza S.Giovanni