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Miti e Leggende- Modius Fabidius

Modius Fabidius

Antico romanoUn sorriso di soddisfazione apparve sul volto di Quirino e ammorbidì l'austerità dei duri lineamenti che caratterizzavano la sua divina figura: era davvero una bella festa quella che i suoi devoti gli stavano dedicando con gioiosa ed entusiastica devozionalità. Tutto era stato organizzato con scrupolosità: il lusso, lo sfarzo, l'abbondanza delle offerte votive e, soprattutto, le delicate musiche che ritmavano magicamente le sacre danze.
A un tratto il piacevole compiacimento che lo coinvolgeva nella festa sembrò arrestarsi subitaneamente e la sua attenzione fu catturata dalla suadente visione di una fanciulla che più di tutti sembrava abbandonarsi nel vortice della danza. Quirino cominciò a dimenticare il fragore che tanto aveva gradito e si lasciò trasportare nella soave contemplazione delle nobili e affascinanti fattezze della giovane.
Egli decise di farla sua e le trasmise l'ordine di entrare nel tempio dove, al riparo da sguardi indiscreti, sarebbe potuto avvenire l'agognato amplesso. La fanciulla abbandonò le danze e, involontaria agente in una dimensione onirica, si recò nel santuario dove giacque con Quirino. Frutto dell'unione fu uno straordinario bambino che ella chiamò Modius Fabidius. Questi crebbe in maniera singolare e raggiunse ben presto notevole statura ed enorme possanza fisica. Ancora adolescente iniziò a farsi notare per la forza e il coraggio fino a  quando, ormai cresciuto, non decise di avere un regno tutto suo. A capo di una banda di compagni che aveva raccolto per l'occasione, partì in cerca di avventure e si fermò soltanto quando ritenne di aver trovato l'area giusta per uno stabile insediamento. Lì fondò una cittadina che chiamò Curis, sia in onore dell'appellativo del divino padre e sia per immortalare la sua passione per le armi - in lingua sabina il segnale curis significa "lancia".

 (Tratto dal libro Miti e Leggende dell'Antica Roma)