Dea Vacuna

La divinità principale dei sabini era la dea Vacuna.
La dea Vacuna fù identificata come la divinità dei campi e della natura, ma in Una raffigurazione della Dea Vacunaparticolare fu associata alla personificazione della Vittoria. Il culto di questa divinità con testimonianze si hanno sopratutto tra la fine dell'età repubblicana e la prima età imperiale. Lungo la via Salaria, tra le attuali cittadine di Cittaducale e Castel S. Angelo, si trova il Lago di Paterno, identificato comunemente con il lacus Cutiliae; il lago era alimentato da una sorgente salutare e sacra a Vacuna. Nel lago fluttuava una piccola isola appena emergente dalle acque e Varrone  ricorda il culto arcaico e probabilmente oracolare, legato alle Lymphae Commotiles, così chiamate dallo spostarsi dell'isola.
Un altra divinità venerata nella sabina (come attestato dalle epigrafi rinvenute a Trebula Mutuesca "Monteleone Sabino")e in tutta l'area centro-italica, è la dea Feronia il cui culto è legato alla fertilità e l'agricoltura, il principale santuario Lucus Feroniae si trova nei pressi di Fiano Romano. Tra le divinità locali ricordiamo Sanctus e Pater Reatinus, inoltre ci sono testimonianze di culti verso Giove, Ottimo Massimo, Ercole.

(La raffigurazione della Dea Vacuna è stata tratta dal libro  "La Sabina nella Storia" di Domenico Concezzi")

Nel Comune di Vacone nel mese di giugno si festeggia la "Sacra Vacunae" rievocazione storica in costume dei fasti della Roma Imperiale in onore alla dea.

 

Santa Vittoria

Secondo la leggenda , S. Vittoria era una giovinetta di nobile famiglia, orfana, che si convertì al cristianesimo sotto l'Imperatore Decio, attorno all'anno 250. un orribile drago, che si era annidato in una grotta, spargeva nel frattempo la morte fra la popolazione di Trebula; Vittoria riuscì con la forza della fede a cacciarlo via, per questo la popolazione della città si convertì in massa.  Malgrado la fama acquisita con l'impresa, Vittoria fu invitata da un funzionario, Taliarco, ad abbandonare il cristianesimo e venerare la dea Diana, ed al suo rifiuto venne uccisa con un colpo di pugnale. Dopo un lutto di sette giorni la santa fu seppellita nella grotta del drago, e li venerata.
Questa leggenda, sviluppata nel corso del V secolo, dovrebbe contenere il ricordo della vittoria del cristianesimo sul paganesimo, rappresentato come drago. Il culto della santa, comunque, dovette svilupparsi già in epoca tardoantica, data la presenza di catacombe nel sito della sua sepoltura; un sacello dovette ben presto essere edificato, mentre una prima chiesa fu eretta probabilmente nell'VIII secolo, sotto la tutela dell'Abbazia di Farfa Con il pericolo saraceno, le reliquie della santa furono traslate, prima a Farfa e poi nelle Marche, con varie dispersioni in molte sedi diverse. Ma il ricordo e il culto di S.Vittoria rimasero in Sabina, e la chiesa venne ricostruita alla fine dell'XI secolo e restaurata più volte.