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LA STORIA
DELL'OLIO E LE SUE PROPRIETA'
L'olivo è un albero, che fin dai
tempi più remoti, è intimamente legato al
paesaggio agrario della
Sabina. Una presenza che nel fluire dei secoli non è mai venuta meno,
ma che, grazie alle cure dell'uomo, il quale è riuscito ad ingentilire
le sue proprietà selvatiche, si è sempre più rafforzato fino a
divenire l'elemento che maggiormente la caratterizzava e la
caratterizza tuttora. Prova
di queste antiche relazioni è il grande maestoso olivo di Canneto di
Fara in Sabina, un gigante che ha, secondo le stime più attendibili,
oltre 1500 anni di vita. Simbolo di pace e di longevità, l'olivo ha
sommato in se valenze diverse, tanto religiose, quanto culturali,
mentre l'olio, insieme al grano e al vino, costituì la cosiddetta
"triade" classica delle produzioni agrarie del Mediterraneo. La grande
esplosione nel consumo dell'olio si ebbe in età romana, in particolare
a partire dal III secolo a.C. Gli usi erano molto diversificati
rispetto ad oggi. Adoperato per illuminazioni nelle lucerne, per le
pratiche igieniche, per la medicina, per la veterinaria, per la
cosmesi, per la preparazione di profumi, per raffinare pietre
preziose, per lavorare il cuoio , per lucidare le statue ecc.
Fin dall'antichità classica erano ben note le qualità terapeutiche
dell'olio d'oliva. Per quanto riguarda la Sabina in particolare, un
grande testimone della bontà del suo olio fu il medico d'origine greca
Galeno, vissuto alla corte di Marco Aurelio, che lo considerava il
migliore del mondo allora conosciuto, consigliandolo come base per
molti preparati terapeutici. Fama che si conservò a lungo, tanto che
l'olio sabino fu segnalato come componente fondamentale per molte
ricette mediche fino in IV secolo, sulla scia delle delle indicazioni
fornite da Galeno. Se già in antico la sperimentazione empirica aveva
consentito di individuare i caratteri peculiari nel campo terapeutico
di questo grasso vegetale, la ricerca medica moderna ha mostrato come
una dieta ricca di olio d'oliva contraeva fortemente i tassi di
mortalità per cause cardiovascolari, non comportava aumenti nei
livelli ematici di colesterolo, ma aumentava le lipoproteine ad alta
densità (H.D.L.), riducendo i rischi d'infarto. Inoltre l'olio d'oliva rende più
difficoltosa l'aggregazione delle piastrine, diminuendo il pericolo di trombosi
arteriose. Altrettanto importanti gli effetti a livello digestivo, in
particolare a livello gastrico, biliare e intestinale, così come influisce
positivamente, grazie all'equilibrio della sua composizione, sulla crescita.
Tutto ciò grazie ai suoi grassi vegetali monoinsaturi e polinsaturi, agli
antiossidanti, come i polifenoli e gli alfa-tocoferoli, alle vitamine.
Con lo
stanziamento dei Longobardi in Sabina, avvenuto nel VI secolo, si confrontano
due "culture", quella germanica, caratterizzata da un uso quasi esclusivo dei
grassi animali, e quella mediterranea , al contrario, da uso prevalentemente
dell'olio di oliva. Questa frontiera alimentare, ovviamente, non fu così netta
come potrebbe apparire, ma fu spesso origine di "controversie", con una presenza
anche dei grassi animali, soprattutto lardo, strutto e sugna, prodotti derivanti
dall'allevamento brado dei maiali, nella dieta alimentare dei sabini, mentre i
Longobardi si adattarono subito alla nuova dieta alimentare e contribuirono ad
incrementare gli oliveti sabini fin da primi decenni dell'VIII secolo, quando
prese avviò una nuova crescita sociale ed economica.
L'olio extra vergine di oliva, quasi unico a poter essere consumato allo stato
naturale senza ricorrere a processi di estrazione o di raffinazione, è un
meraviglioso "solvente" che riesce a catturare dai cibi i loro profumi,
estraendoli , sciogliendoli ed amalgamandoli come un abile direttore d'orchestra
che sa ottenere la musica migliore dal complesso dei
suonatori. Anche l'olio, però, ha le sue diversità di sapore, di gusto,
dovute alle numerose coltivazioni che sono diffuse sul territorio. La carboncella, la raja - tipica sabina-, il leccino, l'olivastrone
sono le più comuni. A livello organolettico il profumo intenso, il sapore ed il
gusto fruttato, medio o leggero, ne costituiscono le
caratteristiche più
rilevanti, così come il colore che va dall'ambrato, al verde intenso, al dorato.
Un alimento di grandissima versatilità che può essere al tempo stesso
protagonista o comprimario dal piatto più semplice, come la bruschetta, alle
vivande più raffinate. L'olio extravergine di oliva, inoltre ha una temperatura
di fumo molto alta, ovvero resiste meglio degli altri oli alle temperature
elevate, è ideale quindi per le fritture, dato che forma sulla superficie
dell'alimento una crosta, che fa da barriera alla penetrazione di altro olio, e
che rende il fritto croccante e asciutto.
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